Amendolara

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Perchè dovresti visitarla?

Il nome deriva probabilmente dal greco Amygdalaria ossia "mandorlai" per la ricca produzione di mandorle. La città, che si trova nell'alto jonio cosentino, è situata su una serie di pianori che digradano verso il mare e l'abitato è tradizionalmente diviso tra "Paese" e "Marina".

Un po di storia non guasta...

Il mito vuole che qui sorgesse l'antica Lagarìa fondata dal leggendario Epeo, costruttore del cavallo di Troia. L'archeologia ha rivelato che il sito di Amendolara è stato abitato da epoche remote. In particolare nel "Rione Vecchio" è stato identificato un abitato Enotrio (pre-greco). Con la fondazione di Sibari da parte degli Achei, la maggior parte della popolazione che abitava l'insediamento protostorico del Rione Vecchio, nel VII sec. a.C. si trasferì nel luminoso e vasto pianoro di S.Nicola. In questo luogo è sorta la città magno-greca di Lagaria, che più in là diventerà Amendolara. La città ha poi subito la dominazione romana, bizantina, normanna aragonese e angioima. Importante testimonianza medievale è il Castello risalente all'VIII-IX secolo ma rimaneggiato nei secoli. Fu sede imperiale di Federico II di Svevia. All'interno si può ammirare un trittico in affresco di scuola napoletana della fine del XIII sec., raffigurante una crocifissione con S. Giovanni e la Madonna, mentre il Pantocrator benedicente è su una mandorla sorretta da due angeli.

Enogastronomia

Un piatto tipico sono "I rascjcatilli" si tratta di pasta fresca condita con sugo fresco, basilico e ragù di agnello, con l'aggiunta di una spolverata di peperoncino. Molto prelibati sono anche “ i ferrazuoli”, pasta fresca a forma di bastoncini cavati con un ferro sottile e quadrangolare e conditi con ragù meridionale di carne.

Archeologia & Architettura

Ad Amendolara si trova il sito greco-arcaico di San Nicola. E' stato riportato alla luce parte dell'abitato, caratterizzato da case di grandi dimensioni, strade larghe e fornaci. Numerosi i pesi da Telaio rinvenuti, a testimonianza dell'attività principale delle donne greche, dedite alla casa e alla tessitura al Telaio. Numerosi anche i vasi rinvenuti. I reperti sono oggi conservati al Museo Archeologico Statale "V. Laviola" dedicato al medico appassionato di Archeologia. Oltre ai reperti del sito di San Nicola sono qui conservati i corredi funerari provenienti dalle necropoli di Mancosa-Paladino (VII e VI sec. a.C.).

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