ACRI

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Perchè dovresti visitarla?

Ai piedi della Sila a 720 metri dal livello del mare sorge Acri, un comune che conta circa 20.400 abitanti in provincia di Cosenza. Sebbene non densamente abitato, Acri si estende per un territorio molto vasto, che domina per 20.000 ettari la valle del Crati e quella del Mucone.

Un po di storia non guasta...

Il nome della città deriva dal greco Akpa (Akra), che significa sommità. Gli abitanti si chiamano Acresi, anche se negli ultimi decenni si tende a chiamarli Acritani, in una definizione più dialettale. Il dialetto di Acri deriva dall’evoluzione del latino parlato, conservando all’interno frammenti di idiomi propri dei popoli che hanno nel tempo occupato il territorio. Alcune caratteristiche del dialetto acrese: -Aggiunta degli "EA" nelle finali di parole e verbi - la trasformazione delle vocali "O" ed "E" dell'italiano rispettivamente nelle vocali "U" ed "I" - la trasformazione della lettera "B" dell'italiano in “V”. Sul portone d’ingresso della chiesa di S. Domenico antica, si può notare il più antico stemma araldico della città, che simboleggia tre monti con tre stelle al di sopra, e che porta la dicitura “Acrae, Tri Vertex, Montis Fertilis, U.A. (Universitas Acrensis)". Acri conserva ancora oggi una fiorente presenza di attività artigianali, ed è nota per la produzione di salumi da esperienza millenaria. Il baco da seta venne lavorato dal medioevo fino a metà del XX secolo, abbandonata poi a favore della seta sintetica e cinese che portò alla chiusura di numerosi setifici sul territorio. Acri è altresì nota per la coltivazione dell’olivo, del castagno, del noce, della vite, del masi, della patata e di alberi da frutto come il melo, pero, susino.

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